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La psicoterapia è una forma di aiuto che passa attraverso una relazione, fatta di empatia, di accoglienza, di sostegno, di rispetto dei tempi...

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Questo sito nasce dall’idea di presentare in maniera chiara ed attendibile l’attività di cui mi occupo: la psicoterapia, più esattamente quel ramo della psicoterapia che trae origine dalla Psicologia Analitica di Carl Gustav Jung, e le relative aree di intervento. Sintetizzando si può dire che questo approccio terapeutico si propone di aiutare chi presenta un quadro sintomatologico ben delineato, o che soltanto si trova ad attraversare un periodo particolarmente delicato e difficile della propria esistenza, a prendersi cura di se facendo chiarezza nel proprio caos interiore ed esteriore.
Studio di Psicologia e Psicoterapia Roma
Articoli di Psicologia e Psicoterapia

Psicoterapia

La Depressione Post Partum: Riconoscerla ed Intervenire
La depressione post partum è una delle condizioni psicologiche apparentemente più sconcertanti che la psiche umana può manifestare, essendo una forma di depressione che si presenta in seguito ad un evento lieto come una nascita. La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) ha calcolato che il fenomeno nel 2010 ha colpito circa 90000 donne. > Vai all'articolo
La Psicoterapia della Depressione
A chiunque nella vita capita di sentirsi triste, scoraggiato, svogliato, in giornata no o pieno di sensi di colpa. Ciò può accadere in seguito ad un evento particolare come la morte di una persona cara, la perdita di un lavoro, per la fine di un amore o di un’amicizia intensa, una catastrofe naturale. Queste sono reazioni fisiologiche ad eventi che suscitano tristezza, dispiacere, scoramento, e  testimoniano più che altro la nostra sensibilità e la ricchezza della nostra affettività. La depressione è un’altra cosa, è molto più pervasiva, costante nel tempo, intensa. Nella depressione pare che il mondo della persona sia radicalmente cambiato: tutto viene sentito e percepito in maniera differente. In letteratura psicologica, si descrive spesso la depressione come un’alterazione della percezione del tempo e dello spazio. > Vai all'articolo
Lutto Complicato e Psicoterapia
Come noto la morte è l'unico aspetto della vita che accomuna tutti gli uomini, a cui nessuno può fuggire. Spesso è proprio questa condizione di mortali a spingerci verso l'evoluzione, la crescita, verso il vivere una vita piena e dotata di senso. A tal proposito basti pensare ad un bel film come L'Uomo Bicentenario (protagonista Robin Williams) dove viene trattato il tema della condanna all'immortalità: quest'ultima costringe un uomo-robot a non cambiare mai, a non invecchiare insieme alle persone che ama. Ciò gli blocca la vita, perché gli nega la possibilità di essere profondamente in relazione con l'Altro, così l'uomo robot fa di tutto per recuperare la possibilità di vivere le trasformazioni che vivono gli altri. Alla fine facendo appello ad un apposito tribunale, gli viene concessa per ricompensa la possibilità di rinunciare alla propria immortalità, al fine di farlo entrare pienamente nel mondo degli umani e delle relazioni umane. > Vai all'articolo
Attacchi di Panico e Autenticità
Chi soffre di attacchi di panico viene con una certa ricorrenza colpito, forse sarebbe più esatto dire travolto, da un’ondata di terrore, associata ad senso di morte imminente che si manifesta, oltre che con la paura di impazzire, con un mix di sintomi somatici, quali la tachicardia, la mancanza d’aria, la sudorazione, i disturbi addominali. Il terrore panico è così massiccio che spesso la persona che ne soffre finisce con l’evitare, di fatto limitando molto la sua vita, tutti quei luoghi e quelle occasioni che in qualche modo possono essere collegate all'insorgere dei primi attacchi di panico. > Vai all'articolo
L'Ansia tra Normalità e Patologia: Quando è Opportuno Rivolgersi ad uno Psicoterapeuta
L'ansia è un'emozione naturale ed universalmente diffusa. L'uomo la conosce dalla notte dai tempi, e ne ha sempre fatto esperienza. Mi si lasci fare un esempio: si pensi per un attimo all'uomo primitivo che viveva nelle caverne. Come poteva egli valutare i numerosi pericoli, quali animali feroci, condizioni atmosferiche, che erano presenti nel suo ambiente? Di fatto non aveva strumenti a sua disposizione. Poteva solo fidarsi di quanto emergeva dal suo organismo: ovvero quella reazione istintiva di generalizzata attivazione che gli segnalava anticipatamente la presenza di un pericolo e la necessita di prestare attenzione . > Vai all'articolo
Lo Stress, Come Affrontarlo
Attualmente la parola stress è diffusissima e viene utilizzata per indicare una vita caotica, piena di impegni, frenetica. In realtà il termine stress, coniato nell’immediato dopo guerra dal fisiologo Hans Selye, voleva indicare una ben precisa risposta dell’organismo.
 Il fisiologo austriaco rilevò come l’organismo in occasione di stimoli esterni che alteravano l’omeostasi interna rispondeva con un’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-midollare del surrene che riportava l’organismo alla sua normale funzionalità. Per esempio una diminuzione improvvisa della temperatura esterna suscitava questa risposta di adattamento dell’organismo che scompariva una volta raggiunto nuovamente l’equilibrio interno. > Vai all'articolo
Una Possibile Lettura dell'Insonnia
Il non dormire o il dormire male costituiscono una delle peggiori condizioni possibili  per l’uomo, che di fatto viene a trovarsi in una condizione di disagio che si allarga a tutti gli aspetti della vita lavorativa e relazionale. Viene quindi spontaneo chiedersi come mai, così tante persone nella nostra società, soffrono di insonnia? Ovviamente le spiegazioni all’insonnia potrebbero essere molteplici, basti pensare che in molte circostanze l’insonnia può essere la conseguenza di un’altra condizione patologica come per esempio  l’ansia o la depressione (anche se alcune persone depresse hanno il problema di dormire troppo), ma in questo breve articolo sono più che altro interessato ad evidenziare che alcune persone soffrono di insonnia perchè, per quanto desiderino dormire, non riescono ad abbandonarsi al sonno. > Vai all'articolo
Narcisismo Sano e Narcisismo Patologico: il Confine che li Differenzia
Una certa dose di amor proprio è non solo normale, ma per certi versi anche auspicabile. Capire quando questo amor proprio diviene narcisismo patologico non è assolutamente facile. Per diverse ragioni. In primo luogo alcuni comportamenti, osservati in certe persone, possono avvicinarsi decisamente a forme di narcisismo patologico, mentre in altre lo stesso comportamento pare molo più prossimo ad un sano narcisismo. > Vai all'articolo
La Funzione Psicologica del Lavoro per il Paziente Inserito in Comunità Terapeutica
Se uno degli obiettivi principali della Comunità Terapeutica Riabilitativa è quello di aumentare l'autonomia della persona, intesa in senso lato come capacità di occuparsi di sé, il percorso riabilitativo non può non occuparsi del reinserimento sociale e lavorativo del paziente. > Vai all'articolo
Andare dallo Psicologo Aiuta?
Andare dallo Psicologo aiuta? La domanda è certamente banale, ma l’esperienza quotidiana insegna che le persone tendono ad avere aspettative poco realistiche su quanto accadrà in seduta. La maggioranza delle persone si aspettano di parlare al terapeuta dei propri problemi per poi ricevere dei consigli che risolveranno ogni cosa. Questo non è vero: non funziona così. > Vai all'articolo
Il Training Autogeno nella Formulazione di J.H. Schultz
L’edizione originale di Das Autogene Training risale al 1932, ed è stata il risultato dei rigorosi studi che J.H. Schultz iniziò i primi del Novecento. L’uscita del lavoro di Schultz ha segnato l’inizio ufficiale del training autogeno, che si è poi presto diffuso rapidamente negli altri paesi europei. > Vai all'articolo
L'Abuso Sessuale nella Donna
L’abuso sessuale su un bambino/a consiste, usando una esaustiva definizione di Montecchi (1994), nel “coinvolgimento di soggetti immaturi e dipendenti in attività sessuali, soggetti a cui manca la consapevolezza delle proprie azioni nonchè la possibilità di scegliere”. Questa definizione permette di cogliere come l’abuso sessuale non comporti necessariamente la penetrazione. L'aspetto centrale dell’abuso sessuale è rappresentato dall’impossibilità, da parte della vittima, di scegliere e/ o  comprendere quello che sta accadendo o che viene proposto. Far vedere al bambino/a materiale sessuale, toccarlo, costringerlo a spogliarsi, a vedere e a toccare l’abusante, sono tutte forme di abuso sessuale, a prescindere dalla presenza o meno di penetrazione.> Vai all'articolo

Psicologia Analitica

Il Simbolo in Carl Gustav Jung
Carl Gustav Jung è stato lo psicoterapeuta che più di ogni altro si è occupato di simboli nella storia della psicologia del profondo. A tal proposito basta ricordare che nella sua lunga carriera ha analizzato più di ottantamila sogni, si è dedicato alle mitologie, alle religioni e all’alchimia.
Jung quando espone la sua concezione del simbolo ci tiene a rimarcare il fatto che tendenzialmente in psicoanalisi il simbolo viene trattato al pari di un segno semeiotico che esprime un qualcosa di già noto a chi osserva una determinata immagine, mentre per Jung il simbolo è portatore di un contenuto che non riesce ad essere espresso altrimenti. > Vai all'articolo
Il Concetto di Ombra in Jung e nei Post-Junghiani
Nel corso della sua brillante, ma ampia opera, Jung esamina il concetto di Ombra da diverse prospettive. Da un punto di vista descrittivo, come per esempio fa nel Seminario sull'Analisi dei Sogni, considera Ombra tutto ciò che non è cosciente. Da un punto di vista strutturale pone l'Ombra agli antipodi della Persona, la "maschera" con cui ci si presenta al mondo, definendola quella "componente della personalità che generalmente ha segno negativo" (Jung, 1942-1948, pag. 191). > Vai all'articolo
Psicologia Analitica e Fiabe: Il Lavoro di Marie-Louise Von Franz
Prima di parlare dell'ampio lavoro svolto da Marie-Louise Von Franz sull'interpretazione psicologica delle fiabe, mi sembra interessante soffermarsi per un attimo a riflettere sulla struttura letteraria della fiaba, e vista proprio questa scarna struttura, sul sorprendente successo di cui hanno sempre goduto. Manuela Maddamma, studiosa italiana di filosofia e storia delle dottrine esoteriche e mistiche nell'Europa moderna e contemporanea, fa notare che la fiaba in linea di principio non dovrebbe assolutamente coinvolgere: i personaggi non hanno storia, ci si innamora e ci si combatte senza dei perché, la natura è antropomorfizzata e gli animali spesso parlano. La fiaba è molto lontana dal romanzo, dotato di una struttura spazio temporale più delineata e composto da personaggi molto più scanditi, e quindi per logica dovrebbe interessare, ma nemmeno più di tanto, un pubblico molto infantile. Invece non è affatto così. Non a caso, sostiene Madamma, per quanto le prime raccolte scritte di fiabe siano piuttosto "recenti", con i lavori di Giambattista Basile e di Perrault nel seicento, le fiabe nella tradizione orale esistono da sempre e sono presenti nei più svariati angoli di mondo. Inoltre non si può dimenticare l'evenienza che numerosi scrittori di primissimo piano, contemporanei e non, si sono dedicati alle fiabe. Tra i più celebri ricordiamo, appena di passaggio, Shakespeare, Chaucer, Mallory, Spenser, Pope, Milton, Blake, Keats, Yeats, fino ad arrivare a Tolkien. > Vai all'articolo
L'Uso Psicoterapeutico della Fiaba nel Lavoro di Verena Kast
Nel suo lavoro psicoterapeutico con la fiaba Verena Kast sviluppa un presupposto teorico tipicamente junghiano: se le fiabe sono rappresentazioni simboliche di determinati problemi, la singola fiaba che "tocca emotivamente" una specifica persona riesce a farlo perché esprime simbolicamente un conflitto inconscio, carico da un punto di vista emotivo, presente nella persona stessa. In altre parole, secondo la Kast, se una fiaba fa vibrare una persona ciò accade perché le immagini simboliche della fiaba slatentizzano emozioni e conflitti che non riescono, per le più svariate ragioni, ad essere espresse in altro modo. > Vai all'articolo
Storia del Disturbo Borderline di Personalità
Il termine borderline è una locuzione metaforica che ha la capacità di evocare immagini spaziali ma anche e soprattutto immagini quali la frontiera, il limite. I limiti, come è noto, sono sempre abbastanza variabili. La parola borderline contiene  di per sé una certa dose di ambiguità. Il termine comparve per la prima volta in uno scritto scientifico di Huges del 1884 “Borderline psychiatratrics records. Prodromal symptoms of neurologist”. L’autore sosteneva che c’erano molte persone che trascorrevano gran parte della loro vita in una situazione molto prossima alla follia. Il problema del limite era già nell’aria. > Vai all'articolo
Il Lavoro di Schwartz-Salant con il Paziente Borderline
Uno sguardo generale sul disturbo borderline
Prima di presentare il contributo di Schwartz-Salant al trattamento del paziente con disturbo borderline di personalità, trovo opportuno prendere in considerazione quanto evidenziano i principali studi sugli esiti del trattamento presenti in letteratura.
Waldinger e Gunderson hanno valutato i risultati della psicoterapia col paziente borderline in base a quattro parametri: efficacia delle funzioni dell’Io, la capacità di controllare gli impulsi, la qualità delle relazioni oggettuali, il senso di sé. Hanno riscontrato che soltanto nelle funzioni dell’Io e nel comportamento impulsivo vi erano stati dei progressi significativi. > Vai all'articolo
L'Immaginazione Attiva in Jung e nei Post-Junghiani
Jung nel periodo seguente la rottura con Freud attraversò alcuni anni di malattia creativa, (Ellenberg 1970), da cui riuscì ad emergere grazie ad un confronto diretto con le immagini dell’inconscio. Le immagini principali della vita di Jung, cioè Elia, Salomè, Filemone, Ka, erano delle personificazioni dell’inconscio successive a sogni che Jung dipinse, oppure che scaturirono da fantasie necessarie ad ampliare quanto stava accadendo in quella fase della vita dello stesso Jung. > Vai all'articolo
La Creatività Vista da una Prospettiva Junghiana
La parola creatività rimanda subito i nostri pensieri ad una dimensione eccezionale, legata a qualche produzione artistica di un certo livello, come se l’atto creativo fosse un'esclusiva riservata a pochi fortunati individui. Invece la creatività è una qualità presente in ogni essere umano, a prescindere da quale sia il suo livello culturale e il suo lavoro.
Il concetto di creatività in senso psicologico sta ad indicare ogni azione conseguente ad un lavoro psichico di ricerca, in parte cosciente e in parte inconscio, tendente a modificare il nostro lavoro, la nostra vita, le nostre relazioni e i più in generale il nostro atteggiamento psicologico. > Vai all'articolo
L'Anoressia come Problema di Crescita Psicologica
L'anoressia è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dalla riduzione volontaria dell’assunzione di cibo, legata ad una persistente distorsione della propria immagine corporea, che conduce la persona anoressica ad una perdita di peso molto consistente. Nelle situazioni più gravi tale perdita di peso deve necessariamente essere affrontata attraverso il ricovero ospedaliero, utile ad evitare il decesso, tuttavia la stragrande maggioranza di pazienti anoressici può essere aiutata, sin dall’inizio, da un intervento psicoterapeutico ben mirato, capace di rispondere alla domanda: “Come mai la persona anoressica utilizza questo stile di vita per rapportarsi agli altri e al mondo?” > Vai all'articolo
La Figura del Padre In Occidente: dall'Antica Grecia ai Giorni Nostri
Nella Teogonia di Esiodo il racconto della genesi delle divinità conduce progressivamente al regno di Zeus, padre degli dei. In principio fu il Caos, inteso come possibilità di apertura, da cui emerse, Gea,la Terra.  La Terra per estensione generò Urano, il Cielo. Insieme generarono i Ciclopi, fabbricanti di tuoni e fulmini, potenze del cielo. La Terra femminile e il Cielo maschile fecero altri figli, ma erano in conflitto tra loro perché il padre Cielo, per eliminare i figli, voleva rimetterli nel ventre della madre. Gea non voleva, così fabbricò una falce e chiese ai figli di punire il padre. Solo Crono lo fece, evirò il padre e ne gettò il fallo dietro di se. Il sangue di Urano fecondò di nuovo Gea e nacquero le Erinni, dee di quella prima giustizia fatta di sangue e di vendetta. Fu dunque la volta di Crono che unendosi a Rea ebbe molti figli. Anche egli, come suo padre Crono, non voleva perdere l’autorità e per mantenerla ingoiava ogni figlio. Ma con Zeus le cose andarono diversamente. > Vai all'articolo
Conseguenze Psicologiche Legate all'Assenza del Padre
Volendo dare un seguito al discorso sul padre iniziato con il precedente articolo “La Figura del padre in Occidente: dall'Antica Grecia ai Giorni Nostri” possiamo notare come nelle sue opere Carl Gustav Jung analizzi il padre da due differenti livelli: archetipico e personale. > Vai all'articolo
I Padri Attuali
Secondo Pietropolli Charmet (2001), i padri attuali svolgono un ruolo molto più affettivo che normativo rispetto ai padri delle generazioni precedenti. In termini più concreti, secondo questo autore, i padri attuali si occupano più della felicità del figlio, attraverso l’aiuto nel soddisfare i bisogni di quest’ultimo, piuttosto che del trasmettere regole e valori; considera cioè, volendo usare le parole dell’autore, i padri contemporanei più “naturali” che “culturali”. > Vai all'articolo

Adolescenza

La Crisi Adolescenziale: Quando Rischia di Trasformarsi in Disagio Mentale
Il vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli definisce il termine "crisi" come "una perturbazione o improvvisa modificazione nella vita di un individuo o di una collettività". La parola crisi implica di per se dei cambiamenti, e la necessità, per chi vuol andare oltre la crisi stessa, di cambiare e di sapersi trasformare. Da questa prospettiva l'adolescenza costituisce una crisi esistenziale che non può essere elusa. L'adolescenza può essere infatti paragonata ad una seconda nascita piuttosto impegnativa: il corpo muta, si svegliano le pulsioni sessuali, sorgono interessi nuovi, quali la politica o la religione, legati per lo più allo sviluppo del pensiero astratto, si avverte il bisogno di differenziarsi dai genitori, c'è voglia di autonomia alternata a bisogni di dipendenza, ma soprattutto ci si pongono domande sul chi si è e su cosa si vuole fare da grandi. > Vai all'articolo
L’Adolescenza: il Momento di Costruire il Futuro
L’adolescenza è un periodo evolutivo costituito da dinamiche molto complesse e particolari. L’improvviso sviluppo fisico e sessuale, il distacco, voluto e temuto contemporaneamente dalle figure genitoriali, la ricerca di un’identità personale più definita, sono gli aspetti che caratterizzano maggiormente questa fase dello sviluppo, spesso indicata come tumultuosa, problematica o più genericamente "non facile".
L’adolescenza in genere, essendo un continuo cambiamento, è necessariamente una fase di transizione.  Dove conduce questa transizione adolescenziale? In maniera semplicistica possiamo dire che il periodo adolescenziale serve per far entrare compiutamente il ragazzo o la ragazza nel mondo adulto; in maniera più approfondita possiamo aggiungere che l’adolescenza, riesce a far veramente ciò, solo se aiuta l’adolescente stesso ad approdare nel mondo adulto in una posizione psichica e sociale che sente intimamente sua.> Vai all'articolo
L’Adolescenza Interminabile: Aspetti Psicologici e Sociali
Se c'è un periodo della vita che più di ogni altro può essere paragonato ad una seconda nascita, persino da un punto di vista biologico, questo periodo è senza alcun dubbio l'adolescenza. Se infatti è vero che ogni fase della vita comporta dei cambiamenti psichici e fisici, si pensi per esempio all'età infantile o all'invecchiamento, è anche vero che i cambiamenti che impone l'adolescenza si caratterizzano per il loro presentarsi in modo drammaticamente rapido, rapidità per lo più estranea agli altri periodi dell'esistenza.> Vai all'articolo
Adolescenza e Psicofarmaci: il Rischio di Diventare Analfabeti Emotivi
L'adolescenza è da sempre il periodo di transizione per eccellenza. Confinare questo stadio dello sviluppo nella fascia di età 13-19, gli anni "teen" secondo la cultura anglosassone, è piuttosto riduttivo. Tale periodo è sempre caratterizzato da un sommovimento e da una turbolenza che ognuno vive secondo un ritmo individuale scandito dalla propria relativa precocità o al contrario dai propri indugi.> Vai all'articolo

Sessualità e Relazioni

Autodiagnosi per la Disfunzione Erettile: l’importanza di  intervenire a livello psicoterapeutico
Qui sotto viene pubblicato un test, l’Indice Internazionale delle Disfunzione Erettile (lief), che va ad indagare la funzione sessuale, con lo scopo  di individuare quelle situazioni che potrebbero necessitare di un approfondimento con uno specialista.
Come si esegue il test? > Vai all'articolo
Le Coppie di Oggi
I dati statistici sulle coppie di oggi non sono affatto entusiasmanti:
la percentuale di divorzi si avvicina al 50% e per molte coppie che rimangono insieme, come purtroppo spesso testimoniano frequenti fatti di cronaca, le cose  non sembrano andare particolarmente bene.
Viene naturale domandarsi perche’ l’uomo e la donna si cercano, perche’ si sposano o comunque diventano compagni di vita?
La risposta è abbastanza semplice: siamo di fronte a un bisogno primario e imprescindibile - Natura e Cultura ci hanno costruito per la relazione. > Vai all'articolo
Società Liquida e Coppia
La nostra società sembra muoversi intorno a due dimensioni, ritenute dallo psicoanalista italiano Massimo Recalcati, dominanti: il Nuovo e il Successo. Il Nuovo è quella spinta a ricercare sempre altro rispetto a quello che si ha, quel considerare ciò che non si ha  sempre più importante di quello che si ha, nell’illusione che il Nuovo contenga naturalmente in se la felicità. Il Successo, inteso come il possedere determinati status, un’immagine “vincente”, una certa notorietà, come un accumulare in tutti i sensi, si respira ovunque. > Vai all'articolo
L'Omofobia Interiorizzata
Il termine omofobia, oggi sovente sostituito dal termine "omonegatività", è stato coniato per la prima volta nel 1972 dallo psicologo George Weinberg. Con esso si intende l’insieme di timori, ostilità, odio avversione, comportamenti e opinioni discriminatorie nei riguardi di gay o lesbiche...> Vai all'articolo
Dipendenza Affettiva e Simbiosi
La dipendenza affettiva è una condizione relazionale caratterizzata da un'assenza cronica di reciprocità. Il dipendente affettivo fa fatica a conservare la propria individualità in un rapporto, a mettere dei confini fra se stesso e l'altro. Si attacca in maniera eccessiva, nutre l' aspettativa che il proprio benessere dipenda dall'altro, teme costantemente l'abbandono, la solitudine, e proprio tali paure lo portano ad essere sempre più geloso ed ossessivo verso il partner...> Vai all'articolo

Psicologia e Emozioni

La Noia
La noia ha sempre destato l’attenzione e l’interesse di filosofi e letterati. Per Oscar Wilde era l’unico peccato per cui non esiste perdono. Per Charles Baudelaire la noia è legata ad un più ampio disagio esistenziale, ad una melanconia di cui la persona annoiata finisce quasi per compiacersi. Secondo Seneca, che più precisamente parla di taedium vitae, la noia nasce dal percepire il dolore nel mondo. Per Kierkegard e Schopenhauer la noia è la dimostrazione dell’inutilità dell’esistenza umana. In Heidegger la noia è parente prossima di un’angoscia, definibile come uno stato negativo contrassegnato da una paura generalizzata verso l’esistenza. Per altri autori la noia non assume connotazioni così negative, anzi. Per Nietzsche la noia è una “bonaccia dell’anima” propedeutica ad un’attività creativa, mentre per Bertrand Russel “una generazione che non sa sopportare la noia sarà una generazione di uomini meschini.” Anche in altre culture, per esempio in quelle orientali, la noia viene valutata positivamente: secondo la cultura buddhista essa è parte integrante del processo di conoscenza. > Vai all'articolo
Il Dolore Cronico
Il dolore appartiene a quella ristretta sfera di esperienze che, da sempre, appassionano ed inquietano il pensiero umano. L’esperienza del dolore appare per molti versi incomprensibile, inaccettabile, ingiusta. Posto di fronte al terribile potere distruttivo del dolore,ognuno di noi si è chiesto almeno una volta a cosa serve, a cosa mai può servire, la sofferenza.
Nel pensiero occidentale, la riflessione sulla funzione del dolore ha origini antiche e saldamente intrecciate al problema morale, alla questione del bene e del male. Non stupisce, quindi, se, nella nostra cultura le diverse interpretazioni del dolore siano spesso il riflesso del pensiero religioso dominante. > Vai all'articolo
Una Lettura Simbolica dell'Invidia
L’invidia può essere definita come quello stato d’animo in cui prevalgono alternativamente il desiderio di possedere ardentemente un qualcosa che qualcun altro ha, e il desiderio di distruggere quanto l’altro ha o rappresenta.
L’invidia si caratterizza pertanto come desiderio ambivalente: avere ciò che gli altri hanno, oppure sperare che gli altri perdano quanto posseggono. In entrambe le opzioni, il confronto della propria situazione con quella delle persone invidiate costituisce il nucleo più intimo attorno al quale ruota l’esistenza della persona invidiosa. > Vai all'articolo
Dalla Paura al Coraggio
La paura può essere definita come un'intensa emozione derivata dalla percezione soggettiva di un pericolo. E' così universalmente diffusa da essere presente, non solo nell'uomo, ma anche in numerosi animali. La paura è un'emozione governata prevalentemente dall'istinto, ed ha come scopo ultimo il proteggere fisicamente e psicologicamente l'individuo. > Vai all'articolo
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